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InChanto

Progressive Folk

R e c e n s i o n i

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“LE STANZE DI AMBRA”

 

"E’ strano come un gruppo così, con quindici anni di attività alle spalle e tre album in studio prima di questo, sia rimasto pressoché nascosto alle attente orecchie degli appassionati di musica Prog... Gli InChanto sono riusciti a catturare tutto il fascino di queste terre trasformandolo in linfa vitale per le proprie opere che traggono ispirazione dalla musica antica e dal folk europeo ma che sfoggiano un approccio colto ed accademico con squisite contaminazioni sinfoniche... La loro musica conserva l’umiltà della tradizione popolare che viene trasfigurata attraverso una rilettura elegante, ricercata e dal taglio moderno." (Jessica Attene - "Arlequins", marzo 2012)

 

"…il gruppo fa un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda la pienezza del sound. La voce potente di Michela Scarpini si integra alla perfezione con i fiati di Giampiero Allegro, il violino di Franco Barbucci, la chitarra e bodhran di Marco Del Bigo, e la ghironda di Cesare Guasconi, e questo quarto disco può rappresentare la definitiva consacrazione del gruppo InChanto tra i migliori gruppi folk italiani. Sicuramente una grande presenza scenica, originali e innovativi quanto basta a rendere “evento” ogni loro produzione discografica." (Loris Bohm - "Line Trad", marzo 2012)

 

“Una felice unitarietà d’ispirazione, evocatrice di mondi irreali attraverso melodie delicate e armonie emozionali … un insieme di tutto rispetto per interpretare composizioni originali di buona efficacia, capaci di ispirare più di una riflessione sul felice momento che sta attraversando la negletta musica “di qualità” in Italia, lontano dai vuoti lustrini di Sanremo e dalle dinamiche incomprensibili dei televoto. A completare la riuscita dell’opera, una preziosa confezione nello stile della RadiciMusicRecords, autentico valore aggiunto al Cd, fra i migliori usciti nello scorso anno nel nostro Paese e forse non solo.” (Roberto Sacchi - "Folk Bulletin", febbraio 2012)

 

“Il loro nuovo disco, Le Stanze di Ambra, giunge dopo il successo di Città Sottili, che si è guadagnato l’apprezzamento di autorevoli magazine storici del settore, e senza dubbio rappresenta un punto di svolta per il loro percorso artistico. Durante l’ascolto si apprezza una grande ricchezza di suoni e suggestioni, e questo non solo grazie alla grande cura posta in fase di produzione ma anche alla partecipazioni di ospiti di prestigio… un punto di svolta per il loro percorso artistico … una grande ricchezza di suoni e suggestioni … momenti di grande intensità poetica …Le stanze di Ambra segna la piena maturità artistica per gli InChanto, essendo il disco che meglio incarna la loro idea di coniugare ricerca attraverso le radici della musica antica e sperimentazione sonora.” (Salvatore Esposito - "Blogfoolk", dicembre 2011)

"CITTA' SOTTILI"

“...Eclettici e raffinati, essi gettano ponti tra lo spazio e i tempi, passando per Malta e per l’italiano del XIII° secolo. In questo CD del 2006, essi mostrano di essere arrivati a costruirsi un’identità attraverso arrangiamenti ricercati...non demeriterebbero assolutamente sulle più grandi scene.” Le Canard Folk” (Belgio) / dicembre 2010

 

Segnalazione di merito “Bravo”. “Superbo disco di musica contemporanea (ma acustica!).…Prodotta magnificamente.Un lavoro grazioso…Le frontiere si trovano allontanate e si aprono all’immaginario. Le ambientazioni si succedono le une alle altre, fluide… Superbo viaggio…” La confezione vanta una grafica raffinata e offre la traduzione in Inglese." (Maria Rossi) ”Trad Magazine” (Francia) / luglio/agosto 2007

 

"InChanto è un ensemble più giovane, insieme dai primi anni ’90, e si può definire più come “art” piuttosto che “folk” ensemble, in quanto usa la musica rinascimentale e tradizionale come trampolino per la sua produzione originale. “Città Sottili” è un elegante arazzo dalla ricca trama. Il gruppo si serve degli intrecci culturali della Toscana, con le sue molte lingue e influenze musicali, per esplorare gli spesso “sottili” e porosi confini fra popoli, paesi e culture e, in modo più profondo, fra passato e presente, realtà e illusione. La confezione vanta una grafica raffinata e offre la traduzione in Inglese." (Chris Helm) "Dirty Linen” (Stati Uniti) - ottobre 2007

 

"...InChanto sembra riflettere lo spirito e il patrimonio della Toscana. La loro musica è profondamente radicata in diversi modelli tradizionali (Irlandese, Bretone e Occitano) ma riflette anche l’eleganza del Rinascimento italiano. I brani sono senza tempo ed è facile sbagliarsi pensando che siano stati ripresi da musica antica. Sono, invece, composti dal membri del gruppo: Cesare Guasconi la musica, Marco Del Bigo i testi in diverse lingue appropriate all’ambientazione toscana... L’eccellente abilità musicale si combina con l’incisiva precisione della musica classica e con il calore, l’universalità e il ritmo dello stile tradizionale, che dona un accompagnamento ideale alla leggiadra voce di Michela Scarpini. Città Sottili può essere interpretato come la vista di una città all’orizzonte da parte di un viaggiatore. Può anche descrivere il modo in cui InChanto percepisce il suo quasi impercettibile confine fra passato e presente, musica folk e classica, influenze culturali indigene ed esterne." (Ken Hunt) "Folk Roots” (Inghilterra) - ottobre 2007

 

"Prendendo ispirazione sia alla nativa Toscana che dal Rinascimento, questo quintetto italiano non pretende tuttavia di essere completamente fedele a nessuno dei due: li usa come punti di partenza per la sua musica originale. Con ogni probabilità la musica antica non ha queste sonorità, dal momento che le interpretazioni sono colorate da secoli di musica folk, ma c’è qualcosa di decisamente affascinante in quello che essi fanno, che sia il recitato sulla musica dell’iniziale “Le città e il cielo” o il brioso gioco strumentale di “Le cidre et le vin”, in cui melodie semplici ma sonore sono volte in un superbo arrangiamento... C’è molta cura e molto amore qui, e benché il loro intento non sia quello di ricreare la musica antica di Toscana, in quel che fanno c’è un’atmosfera senza tempo e una robusta bellezza del suono. Leggendo il saggio nel booklet penserete che sono molto accademici e filosofici, ma mettete il CD e vi troverete avvolti dalla gioia." (Chris Nikson) "Sing out!” (Stati Uniti) - settembre 2007

 

“...Il gruppo senese che è riuscito negli anni a ritagliarsi uno spazio ben preciso fra la musica antica e quella popolare, protagonista un po’ defilato, ma di sostanza della scena revivalistica italiana da almeno un decennio…”Città sottili” si muove fra atmosfere più sognanti e avvolgenti, in cui l’accresciuta compattezza del gruppo trova ancora maggiore efficacia, con l’attraente voce di Michela Scarpini non più isolato faro ma finalmente espressione di un suono d’insieme interessante e solido…Maturità definitivamente raggiunta...”. (Sergio Palumbo) ”Folk Bulletin” (Italia) - giugno 2007

 

(New trad) - Stella di merito “Lira Gillar” - “Quando InChanto si è formato agli inizi degli anni ’90, il fattore comune è stato l’interesse per la musica antica e per la musica folk con particolare attenzione oltre i confini della Toscana, in Italia. Così la loro musica suona antica, sebbene ogni cosa sia stata scritta ex-novo. In una bella copertina hanno aggiunto un ampio booklet con un abbastanza noioso testo filosofico intorno al viaggio musicale del gruppo, e –più interessante- tutti i testi con le traduzioni in Inglese. Gli strumenti sono numerosi, corde strumenti a fiato, ghironda, arpa, dulcimer, kantele e percussioni. L’unica donna canta la maggior parte delle armonie principali mentre gli uomini eseguono i cori. Essi fanno una musica che è suadente, ma non troppo sdolcinata, tradizionale senza suonare vecchia. Uno dei più pregiati vini italiani è il Brunello di Montalcino. Anch’esso viene dalla Toscana. Adesso io ho due buone ragioni per andare là. “ (Ulf Torstensson) Lira” (Svezia) - marzo 2007

 

“Le “Città sottili” e belle, sono sia le città del passato che del presente e dei sogni. I confini di tempo e di spazio si dissolvono. "I confini esistono per essere varcati", scrivono gli InChanto nell'introduzione. Il punto di partenza del loro genere di lavoro è la Toscana, un crogiolo culturale, che è sempre stato aperto alle influenze esterne. Così la eccezionale cantante Michela Scarpini intona le canzoni in "toscano" (la lingua accademica italiana), o in ugual modo in corso, maltese o spagnolo. Con meravigliosa facilità essa passa dal canto tradizionale allo sperimentale, dai dialetti alle lingue. Sulla base della musica Rinascimentale, della tradizione toscana, anche scritta, del folk irlandese e delle influenze di altre culture mediterranee gli InChanto hanno creato un proprio cosmo musicale... Gli InChanto sono veramente maestri nell'oltrepassare il confine: tradizione e modernità, suoni eterei e della terra si fondono in modo naturale. Chi si entusiasma per il John Renbourn Group, i Pentangle o i catalani Ham de Foc e li considera riferimenti musicali fondamentali, sarà ispirato dagli InChanto. ” (Martin Steiner) ”Folker” (Germania) - maggio 2007

 

“...All’interno di una gran varietà e molteplicità di proposte, quella di InChanto è quella che più si avvicina alla nostra concezione di gruppo folk... La composizione e l’interpretazione sono eccellenti, delicate, affascinanti, senza cadere in luoghi comuni, con una certa atmosfera classica che risveglia la nostra anima Castigliana, sebbene la molteplicità di timbriche da un lato insieme alla voce femminile di aria medievale mostrano una ricchezza sonora adatta alle orecchie che prediligono le sonorità celtiche, e al tempo stesso per quelle più sperimentali, per quelli che cercano qualcosa che vada oltre, senza rinunciare ai postulati classici del folk. Tutto con l’atmosfera speciale che gli conferisce il tempo di una terra meno conosciuta a cui questa musica si ispira.Sono sicuro che non deluderà neanche la confezione né la bella presentazione.... ”InterFolk” (Spagna) - aprile 2007

 

 

"AMORS"

 

“…Amors, deftly manages its source material. The result is a rich, fulfilling album....Mixing four different languages doesn.t weaken the album - the varying languages are blended for smooth transitions from song to song....InChanto again and again displays a talent for communicating their emotions to the listener. Transported by the songs on Amors, the listener can truly get a sense of the region that inspires InChanto.” (Eric Eller)”GreenManRewiev" (USA)-maggio 2003

 

“…Ne guadagnano l'insieme e l'immediatezza e, supponiamo, anche il contatto con il pubblico che troverà nel disco le sensazioni di un concerto live....Un disco frutto della passione e dell'impegno, che non mancherà di toccare i sentimenti degli ascoltatori più sensibili al fascino della musica d'atmosfera.” (Enrico Lucchesi) ”Folk Bulletin” - febbraio 2003

 

“…The music is melodious and gentle, the right thing to lean back and follow them with your thoughts.…A nice album with a fine artwork of the booklet.” (Christian Moll) ”Folk World”(Germania) - dicembre 2002

 

".....L'amalgama di queste atmosfere è dato dalla finezza interpretativa crepuscolare, la contemplazione e il lirismo interpretativo. Il tappeto sonoro acquista il sapore di una lunga suite a tratti dolce a tratti trascinante, con la dolcissima voce di Michela Scarpini su tutto. Un disco che propone nuove composizioni che evocano così mirabilmente tempi lontani, che procura all'ascolto una pace e una serenità che sfocia in autentico piacere, non può restare nell'oblio. Ogni nota ha giusta collocazione, e grande è il desiderio di riascoltare l'opera quando questa termina. Le produzioni Ethnoworld non finiscono di stupire, oltre che per la quantità, anche per la qualità, e questi musicisti di maestria ne hanno da vendere!..." (Loris Bohm) "Traditional Arranged" - settembre 2002

 

"MULIERMALA"

 

"....alla fine, potremmo definire centrato l'obiettivo ambizioso grazie alle capacità tecniche di alcuni singoli e alla ricerca apprezzabile di un suono d'insieme che riesce, proprio in virtù della sua compattezza, a fungere da collante e da veicolo per i contenuti artistici, non sempre facilmente assimilabili, grazie ai quali comunque "Muliermala" può essere considerato un incoraggiante debutto discografico." (Enrico Lucchesi) "Folk Bulletin" - giugno 2001

 

"....Ascoltando il disco veniamo subito avvolti da un'atmosfera magica, ispirata: le composizioni non sembrano assolutamente create in questo secolo... l'esecuzione poi è assolutamente impeccabile, grintosa, unica. Un capolavoro assoluto..... e quella incredibile voce di Michela Scarpini così tagliente, incisiva, graffiante, che fa la differenza: un incanto. Gli strumenti l'accompagnano ad arte esprimendo atmosfere sognanti fuori dal tempo...."

(Loris Bohm) "Traditional Arranged" - gennaio 2000

 

"La capacità di cogliere l'essenza della Musica, ecco il dono degli InChanto: suoni che narrano e sussurrano emozioni e stati d'animo molto intensi. "Muliermala" è un progetto di alto valore nel quale è facile perdersi tra le numerose influenze che non sono mai citate, bensì vissute in prima persona dai musicisti. Non è usuale incontrare una proposta così eterogenea e, al contempo, così omogenea nella riuscita.... " (Valerio Lanfranco Meletti) "Cupa Cupa" - novembre 2000

 

Nel corso degli anni abbiamo partecipato ad importanti manifestazioni sia nell’ambito della musica etnica (“Etnitalia”-Maratea/Pz – “Samonios”-Milano – “All’ombra del Colosseo”-Roma), che della musica classica (“Festival Umberto Giordano”-Baveno/Vb, “Festival”-Mercatello sul Metauro/PU) o d’autore (“Progetto Cultura”–Castelbasso/Te), nonché a festivals all’estero (“FIMU” in Francia, “Stimmen Festival” in Germania). Brani ed interviste sono andati in onda in trasmissioni televisive e radiofoniche su emittenti nazionali (RAI 2, RAI 3, Rete 4, Radio2, Rai Sat, Radio Popolare Network, Novaradio, Radio Voce Spazio…) ed estere (Radio Circolo-Madrid, Radio Canada, Radio Svizzera Italiana, KDVS-California, DeutchlandFunk-Colonia, Radio Nazionale Portoghese, Kuak FM U.S.A., France Bleu…).